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A chi è sconsigliato viaggiare in aereo? Casi e controindicazioni

Quando ho saputo che avrei dovuto scrivere un articolo su a chi è sconsigliato viaggiare in aereo, mi è venuto in mente Tiziano Terzani, cui un indovino cinese, nel 1976, consigliò fortemente di non volare per un intero anno, il 1993. Terzani seguì il consiglio alla lettera e i viaggi via terra compiuti in quell’anno sono confluiti in uno dei suoi libri migliori, Un indovino mi disse.
Questo articolo non ha ambizioni letterarie né divinatorie, per cui andremo più prosaicamente – ma anche praticamente – a vedere quei casi in cui un viaggio in aereo è sconsigliato: per motivi di salute, anagrafici, o per particolari situazioni temporanee.
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico. In caso di dubbi sulla tua condizione di salute, consulta sempre il tuo medico prima di partire.
Perché il volo può essere un problema per alcuni passeggeri
Prima di passare ai dettagli, sgombriamo ogni dubbio: viaggiare in aereo è sicuro per la stragrande maggioranza delle persone. Resta però la domanda: come mai un viaggio aereo dovrebbe essere affrontato, da alcuni passeggeri, con maggiore cautela rispetto a un viaggio in treno, in nave o più semplicemente in auto?
La risposta sta nella pressione. Più si va in alto, e più la pressione atmosferica si abbassa, con tutto quello che ne consegue per l’organismo. Naturalmente in cabina la pressione non è quella esterna, ma pur essendo mantenuta artificialmente più alta, è comunque più bassa di quella al livello del mare. Ad esempio, quando il velivolo viene mantenuto a un’altezza di crociera di circa 11mila metri, la pressione in cabina è quella che si avrebbe grossomodo tra i 1800 e i 2500 metri di altitudine, a seconda dell’aereo. È insomma come partire dal mare per poi trovarsi in pochi minuti in media o alta montagna, un passaggio che spiega buona parte delle controindicazioni al volo:
Meno ossigeno nel sangue, il che comporta una saturazione dell'emoglobina intorno al 90%. Si tratta di una condizione ben tollerata dai viaggiatori in piena salute, ma che potrebbe causare problemi a chi ha patologie o condizioni specifiche.
Quando la pressione scende, i gas nel corpo si espandono, con ripercussioni su cavità chiuse (orecchio medio, seni paranasali, cranio, ecc.) e su eventuali gas intrappolati nel corpo (ad esempio dopo un intervento chirurgico o un'immersione subacquea).
Aria secca e assistenza limitata. L'umidità in cabina è molto più bassa che a terra e favorisce disidratazione e secchezza delle mucose. Inoltre, a bordo le cure sono limitate, pur essendo il personale di cabina addestrato al primo soccorso.
Immobilità prolungata. L'immobilità è un fattore determinante della trombosi venosa profonda e il rischio aumenta nei viaggi superiori alle 4 ore.
E ora che sappiamo il perché, andiamo a vedere per chi è davvero sconsigliato viaggiare in aereo.

Foto di Alexander Isreb su Pexels.
Condizioni di salute per cui volare è sconsigliato
Ci sono alcune patologie e condizioni che rendono il volo rischioso o che potrebbero essere aggravate dal volo stesso. In questi casi il consiglio generale è di consultare il proprio medico prima di prenotare e di informarsi sulle politiche della compagnia aerea, che in alcune situazioni richiede un certificato di idoneità al volo. Andiamo a vedere le principali malattie e condizioni per cui è generalmente sconsigliato volare.
Malattie cardiache
Il cuore è uno degli organi che soffre maggiormente le condizioni della cabina. Il volo è sconsigliato e va rimandato in caso di:
infarto o ictus recente
intervento cardiochirurgico recente, come un bypass
scompenso cardiaco non stabilizzato
angina instabile
aritmie non controllate
Malattie respiratorie
Anche i polmoni risentono della minore quantità di ossigeno disponibile in quota. Richiedono cautela o una valutazione medica patologie come:
pneumotorace non risolto, che è una controindicazione assoluta al volo
BPCO severa, soprattutto se già in ossigenoterapia
asma grave o instabile, o con un ricovero recente
fibrosi polmonare e altre malattie interstiziali, soprattutto nelle forme avanzate
Un criterio utile per orientarsi (ma che non sostituisce il parere di un medico) è la prova dei cinquanta metri: chi percorre una cinquantina di metri in piano a passo normale, o sale una rampa di scale, senza affanno importante, con ogni probabilità tollera l'ambiente dell'aereo.
Malattie infettive contagiose
Qui il rischio riguarda anche gli altri passeggeri, e l'imbarco può essere rifiutato a chi si presenta visibilmente malato. Rientrano in questa categoria:
varicella, morbillo, rosolia e parotite;
forme influenzali gravi o in fase acuta;
tubercolosi attiva.
Sulla tubercolosi ci sono linee guida specifiche per il viaggio in aereo, specificate nel documento dell’OMS Tuberculosis and Air Travel.
Condizioni neurologiche e psichiatriche non stabilizzate
Il volo è in generale sconsigliato quando la condizione non è sotto controllo, come nel caso di crisi epilettiche recenti o frequenti, episodi acuti non ancora stabilizzati, terapie appena modificate.
Se invece la situazione è stabile, di norma non ci sono impedimenti. Nei casi dubbi la valutazione spetta allo specialista che vi segue, mentre le condizioni per l'imbarco e l'eventuale documentazione richiesta le stabilisce la compagnia aerea.

Foto di Jelaine Aquino su Pexels.
Situazioni temporanee in cui è meglio non volare
Non sono malattie, ma condizioni con una scadenza: passato un certo tempo si torna a volare senza problemi. Il meccanismo è quasi sempre quello visto sopra, cioè l'espansione dei gas nelle cavità del corpo quando l’altitudine sale e la pressione scende.
Le indicazioni di massima più diffuse, che non sostituiscono il parere del vostro medico, sono queste:
Chirurgia addominale: circa 10 giorni
Laparoscopia e colonscopia: circa 24 ore
Neurochirurgia: circa 7 giorni
Interventi agli occhi: circa una settimana, ma dopo un distacco di retina trattato con gas i tempi si allungano fino a diverse settimane
Fratture con gesso recente: 24 ore per i voli sotto le due ore, 48 ore per quelli più lunghi. Ne parliamo più in dettaglio nella guida su volare con il gesso
Otite, sinusite acuta e problemi dentali non curati: nessun tempo fisso, in linea generale si vola quando l'infiammazione è passata. Vale lo stesso per il raffreddore, come spieghiamo nella guida su volare con il raffreddore
Immersioni subacquee: almeno 12 ore dopo una singola immersione senza decompressione, 18 ore se le immersioni sono state più di una o distribuite su più giorni, un intervallo sensibilmente più lungo dopo immersioni con decompressione obbligatoria (in genere almeno 24 ore)
Sono orientamenti generali, non regole valide per tutti, pertanto il chirurgo o il medico che vi ha seguito è l'unico a poter valutare il singolo caso. Dopo un trauma recente conviene comunque contattare la compagnia aerea prima di partire.
Viaggiare in aereo in gravidanza: fino a quando si può?
In un decorso regolare la gravidanza non comporta generalmente rischi particolari per il volo. Il limite che le compagnie aeree impongono riguarda di solito il rischio che il parto avvenga a bordo, dove non c'è modo di assistere nessuno.
La maggior parte dei vettori non accetta passeggere oltre la 36ª settimana per le gravidanze singole e oltre la 32ª per quelle gemellari. Dalla 28ª settimana quasi tutte le compagnie aeree richiedono un certificato che confermi il decorso regolare, l'assenza di complicazioni e la data presunta del parto.
Sono però politiche commerciali, che cambiano da vettore a vettore e vanno verificate prima di prenotare. Attenzione soprattutto alla data del ritorno, che è quella che di solito crea problemi.

Foto di Octav Cado su Pixabay.
Neonati, bambini e anziani
Per i neonati la soglia la decide la compagnia, non il pediatra. Ryanair, per esempio, accetta i bambini a partire dall'ottavo giorno di vita, mentre easyJet non consente il volo prima dei 14 giorni. L'intervallo tipico è questo, ma va controllato caso per caso.
Per i bambini più grandi il volo non pone di norma particolari controindicazioni. Il fastidio classico è il dolore alle orecchie in discesa, dovuto alla difficoltà di compensare: succhiare o bere durante l'atterraggio aiuta. Se poi il viaggio è senza genitori, valgono regole a parte, che abbiamo raccolto nella guida sull'età per viaggiare da soli in aereo.
Riguardo agli anziani, l'età avanzata di per sé non è una controindicazione. A contare sono invece le condizioni di salute: un ottantenne in forma vola senza problemi, mentre le cautele viste finora valgono a qualsiasi età.
Il certificato di idoneità al volo: quando serve e come ottenerlo
Non esiste un certificato unico e non serve sempre; le compagnie aeree lo richiedono quando la condizione del passeggero potrebbe interferire con il volo o peggiorare a bordo.
Il punto che sfugge più spesso è chi decide. Non è il tuo medico: la decisione finale sul trasporto di un passeggero spetta alla compagnia aerea. Il certificato del tuo dottore serve, ma da solo non basta se il vettore non lo ha approvato.
La procedura è quasi sempre la stessa:
Contatti la compagnia aerea, che ti indirizza al proprio servizio medico
Ricevi il modulo, di solito il MEDIF, lo standard usato dalla maggior parte dei vettori
Il tuo medico compila la parte clinica e tu la rispedisci
Il servizio medico della compagnia aerea rilascia il nulla osta
È importante muoversi con anticipo in quanto le pratiche richiedono giorni e se ti serve anche assistenza in aeroporto la normativa europea fissa un preavviso minimo di 48 ore prima della partenza.
Ricorda infine che ogni compagnia aerea ha indicazioni mediche proprie, pubblicate sul suo sito, che vanno seguite anche dopo il parere dello specialista. Se viaggi con due vettori diversi all'andata e al ritorno, le condizioni possono non essere le stesse.
Non puoi volare per motivi di salute? Ecco i tuoi diritti
In questo caso bisogna partire da un presupposto: la compagnia aerea può negare l’imbarco per “ragionevoli motivi”, “quali ad esempio motivi di salute o di sicurezza”. A stabilirlo è il regolamento europeo CE 261, che in questo contesto non prevede quindi il risarcimento per imbarco negato, come è invece previsto ad esempio nei casi di overbooking.
Il rifiuto della compagnia aerea non è però necessariamente l’ultima parola e se pensi che ci sia stata una violazione dei tuoi diritti, puoi segnalarlo all'ENAC, oppure verificare la possibilità di una conciliazione sulla piattaforma ConciliaWeb dell'Autorità di regolazione dei trasporti.
Se invece sei tu a rinunciare perché il medico te lo ha sconsigliato, entrano in gioco le condizioni tariffarie del biglietto e l'eventuale polizza annullamento, che di norma richiede un certificato medico.
Discorso a parte per i passeggeri con disabilità o mobilità ridotta, che hanno tutele specifiche: le trovi nella guida sui diritti dei passeggeri con disabilità. Tieni infine presente che il regolamento CE 261 è in fase di riforma e sono previste nuove tutele per passeggeri con disabilità e mobilità ridotta.


